domenica 20 settembre 2015

giostra della rocca

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Domenica 20 settembre 2015



Carissima S. e blog, come fugge il tempo, siamo già andando verso la fine del mese di settembre. Stamattina l’ultima domenica di festa per la Giostra della Rocca è cominciata con la sfilata di dame, cavalieri e contradaioli per le vie della città al suono dei tamburi. Nel pomeriggio la Quintana si è svolta nella nuova sede di via Piave. Come sempre la città è stata invasa dagli amanti degli eventi paesani. Il tempo è stato magnifico e il sole era davvero caldo. Buona serata!



Udite! Udite!

dame e cavalieri

popolo e forestieri

Oggi

cavalli e cavalieri

saran protagonisti

con i loro alfieri

alla Giostra della Rocca,

da trent’anni vanto della città.

sabato 19 settembre 2015

in arquà


Sabato 19 settembre 2015 

 Carissima S. e blog, venerdì di questo fine estate, nella tiepida e silente sera, ho passeggiato in Arquà, avvolto nella sua antica magica atmosfera. Salgo le sue piccole vie tra luci soffuse, piccole case e graziosi locali con i tavoli posti in brevi spazi terrazzati, dove mani tra le mani s’incrociano sguardi innamorati. L’erta china mi porta all’incrocio dov’è la nicchia d’una bianca Madonnina, sopra alla quale, piccoli fazzoletti di terra profumano di salvia, erica e rosmarino e dalle sue mura giuggioli e melograni fanno capolino. Da un angolo tra la grata d'un balconcino spunta una rosa ove incantato il mio sguardo si posa.

Buona giornata!
 
 

venerdì 18 settembre 2015

la Giostra della Rocca


Venerdì 18 settembre 2015 

 Carissima S. e blog, ieri sera una moltitudine  di gente si è radunata in  piazza e in  tutto il centro per assistere all’esibizione dei tamburini delle contrade. I contradaioli inneggiavano a squarciagola i loro beniamini. Essi si sono esibiti a suon di tamburi e con delle stupende coreografie che mi hanno lasciato a bocca aperta. Al termine di ogni esibizione lo scrosciare del battito delle mani e delle grida hanno riempito la città. È stato uno spettacolo meraviglioso. Questa è stata l’ultima delle tenzoni che precedono la Quintana che si terrà domenica 20 settembre, nel nuovo campo allestito oltre Porta Padova in Via Piave. Lo spettacolo di ieri sera è stato un meraviglioso coronamento per festeggiare i trent’anni della Giostra della Rocca. A margine della festa, domani 19 settembre dalle h 9 alle 13, presso la Torretta in Piazza Ossicella è allestita una minimostra filatelica organizzata dal Circolo Filatelico Numismatico di Monselice, e in quest’occasione le PT Italiane hanno predisposto un annullo speciale figurato e due cartoline, opera di Luciano Zambolin.

 GIOSTRA DELLA ROCCA
xxx edizione

Madonne e Messeri

che in Monselice vivete o dentro le mura o fuori per le campagne amene, udite!

Dame superbe in preziosi broccati coi lor sorrisi alle genti intorno,

e scintillar di lance e di cruenti sproni e saettar di focosi destrieri

e lor nitrire nel divorar lo spazio e gran virtute de’ cavalieri eletti

e nembi di polve e volitar di piume e grida e gioia et urla di Vittoria,

ecco vi attendono al Campo de li Giochi, nel corruscar dell'aere vespertino!

Ecco tra Voi rinnovellata torna la tenzone della virtute e de l’honore che in premio porge,

al più bravo tra i bravi de’ cavalieri in campo, prezioso palio e sorriso di Madonna illustre.

Qual de’ Contrade appagherà il desio di tòr di mano al Cavalier Vincitore il lauro cinto in ultima tenzone?

Ciascun de’ cavalieri nel maneggiar di lancia alla corsa furente di veloce destriero l’arma sua drizza alla desiata Vittoria.

E ciascun di Voi ha il cavalier eletto cui Fortuna e Valore daranno il vanto di altissimo honore.

Tutti accorrete e rimirate i prodi!

Tutti scendete ne le Piazze, ne le Vie e nel Campo de li Giochi!

E fate festa a’ cavalieri vostri! Tutte accorrete, o genti de’ Contrade,

tutte accorrete a gioir di Vittoria, anco se arride altrui,

ché la concordia e l’amor de la Cittade tutta son pur Vittoria e bella e grande!"

giovedì 17 settembre 2015

nebbia


Giovedì 17 settembre 2015 

 Carissima S. e blog, le prime nebbie autunnali hanno ammantato  il luogo ove vivo e sdon nato.  La luce del sole e appannata e filtra leggera tra la nebbia settembrina. I colli appaiono e scompaiono i  Colli, così come i treni della vicina ferrovia, il campanile di San Nicola, le gallinelle d’acqua col suo nuotare buffo tra le cannelle e anche i tanti compagni che incontro ogni mattino sull’argine e tra la nebbia nascondo la tristezza che il 17 di ogni mese mi ricorda un gioioso giorno lontano.

Buona giornata!

 MATTINO
 
Lento assonnato cammino
Tra le grigie brume settembrine
Mi hanno svegliano
I canti degli uccellini sui tetti
E le campane della chiesa di San Giacomo
E’ con questo coro che fa bene
All’anima e al corpo
Che non vedo e ’ascolto
Come i sordi rumori dei treni
Dei cani che abbaiano
Dello stormire delle fronde
Mosse da un umido e caldo venticello

Ogni  mattino mi dona


Sempre nuove sensazioni.

mercoledì 16 settembre 2015

sconsoà


 

Mercoledì 16 settembre 2015 

 

Carissima S. e blog, oggi, come sempre, sono qui che scrivo. Dopo avere passato la mattinata alle poste, con il Gruppo di lettura e all’Ospedale, mi sento davvero stanco, ma non potevo esimermi dal nostro quotidiano appuntamento. Non ho voglia di dire il mio parere sui fatti quotidiani, ma solo dirvi che anche qui da noi sono aperte le scuole di ogni ordine e grado, e penso a mio nipote Filippo che è già da quasi un mese che negli Stati Uniti d’America e precisamente in Pensilvania, che sta facendo un’esperienza un po’ particolare, frequenta laggiù il IV anno di liceo e l’anno prossimo tornerà in Italia per fare la maturità. Penso anche a tutti quei bambini, scampati dalla loro patria, che stanno percorrendo le strade d’Europa e che non possono frequentare la scuola. Penso a tutti i bambini che si trovano nelle più sperdute regioni del mondo e che non hanno scuole. Penso a tutti i missionari che nei secoli si sono dedicati a supplire al non  governo di quei paesi e che molti hanno dato anche la loro vita per quelle popolazioni, e che oggi purtroppo sono vittime anch’essi di torture e privazioni della libertà di esercitare la propria missione. È un caotico momento storico che noi stiamo vivendo, e che i posteri giudicheranno.

Buona giornata!

 
DEUSION
 
No posso credare
De’ vere perso el fìo
Ca me liga
A ‘sta tera a ‘sta zente
No la riconosso pì
Vegno a à sera
In centro a passeiare
E te fa fadiga calcun saudare
No te se co’ chi ciacoare
Zente ca parla
‘Na lengua strana
De’ carnaìon scura
Sentà a i jiardini
On bossoò qua
Uno de’ à
Lori i se a conta
E mi soo soeto
Me domando
A me xente
Dove xéa sconta
Torno casa sconsoà
E a furia de’ pensarghe
Anca tardi
Me so indormesà.

martedì 15 settembre 2015

sfogo


...calcossa de beo nasse anca tra a sorgagna?

 

Martedì 15 settembre 2015 

 

Carissima S. e blog, ‘la buona scuola’ parte, ma le scuole sono in condizioni precarie, come gli insegnanti. S continua a chiacchierare e a proclamare la risalita dell’economia, e ci sono tante persone che non ce la fanno più a campare con tante gabelle da pagare, mentre i furbi continuano a fare i propri comodi. Sono state fatte riforme, vedi legge Fornero, che aumentano l’età per andare in pensione, così molti giovani in cerca di lavoro, non lo trovano e  non si accorgono che i sessantenni non rendono più come prima, sono stanchi e hanno di riposo, il turn-over dove è andato a finire. Le aziende che assumono sono agevolate, ma chi mi dice che terminate le agevolazioni non comincino a licenziare di nuovo?! Equitalia  ha gli strumenti per stanare gli evasori, ma mi sa che non sono collegati con il catasto, con l’anagrafe, con la motorizzazione, con il Ministero degli Ester, per vedere dove i tanti ricchi signori  a chi e dove hanno intestato le loro proprietà. Pensiamo poi alla Sanità, fiore all’occhiello dell’Italia, che sta gradatamente cedendo tutto ai privati, sperperando tutto il Bene Comune Pubblico. Non parliamo poi dello sfruttamento degli operai che ormai, pur di lavorare, si accontentano di contratti vecchi come il ‘cuco’, dei lavoratori in nero o sottopagati, vedi i lavoratori dei campi. Tutto ciò che era ‘Statale’ è ormai tra le mani dei soliti ignoti che affondano le mani sui bilanci pubblici con la scusa di dare lavoro, per poi scoprire che hanno patrimoni miliardari. Per non parlare poi, dei tanti ‘onorevoli’ e fattispecie, come portaborse e quant’altri, che continuano a sproloquiare per portare acqua alla loro corte partitica, per poi, quando va male, cambiare casacca e sono sempre lì, e quando vanno fuori dal Parlamento, trovano buone collocazioni, una buona uscita  e un buon stipendio mensile in pensione, mentre i comuni mortali prendono in un anno quello che loro prendono in un mese, E se vogliamo parlare  delle case che molti poveri diavoli si sono fatti lavorando una vita e che ora devono pagare tasse, imposte, gabelle, e campano un po’ più a lungo alla fine  le hanno strapagate e che cosa resta ai figli? Non sarebbe meglio cederle subito allo Stato? Cari governanti e parlamentari, meno chiacchiere e meno affari, più onestà e senso dello Stato!

Buona giornata!

 
 EL LOAMARO 
 
‘Na volta che iera
el loamaro
de drìo la casa
dove ca se butava
tuto quelo cha
no serviva
Ogni tanto el se netava
e i canpi se loamava
sensa tasse da pagare
e nessun  loamaro
da ingrassare.
On cò ghe xé
la racolta diferensià
e me pare de essare
‘na serva diplomà
al servissio de le scoasse.
El bidon zalo par la carta
quelo verde par la plastica
quelo bianco pal véro
el maron par l’umido
e quelo celeste pal seco.
 
Paga e tasi mona!

lunedì 14 settembre 2015

la scuola


 

Lunedì 14 settembre 2015 

 

Carissima S. e blog, stanotte è piovuto, stamattina si stava bene, nel pomeriggio è uscito il sole, davvero una buona giornata. Sono andato a fare un giro in bici e sono passato per diverse scuole che avevano le finestre aperte, domani anche qui da noi suona la campanella dell’inizio dell’anno scolastico. Tornato a casa mi sono trovato a ripensare ai miei bei giorni della scuola elementare, con la mia prima maestra che ci faceva fare i compiti, mentre lei  guardava fuori dalla finestra, fumando una sigaretta, il suo sguardo era attratto sul campo sportivo dove c’erano dei  baldi giovani che giocavano al pallone. Ricordo la grande aula, con i banchi di legno e un buco in mezzo dove c’era  il calamaio con l’inchiostro, così mi sovviene il maestro della quarta elementare che aveva un bastoncino di bambù sempre in mano e lo lanciava a chi era distratto, e una volta lo ha lanciato verso di me, ma mi sono piegato di lato e il bastoncino è finito dentro all’inchiostro, imbrattando il grembiule e il viso del compagno che avevo dietro di me. Tanti bei ricordi che permangono indelebili nella mente e nel cuore, pensando ai tanti compagni di scuola che ora non ci sono più e che vado a salutare al cimitero.


 
 


 
 
 
SCOLA ELEMENTARE

 
Sarà

Ma mi de la scola

Go dei bei ricordi

Par primo

De la me maestra Saini

Par quatro ani

Senpre la stessa

I primi jorni

La ne insegnava

A fare le aste

E pian pianeo

Le silabe e

Le tabeline

E cossì xe

Passà tante matine

In quinta go vudo

El maestro Barbirato

Severo ma justo

E preciso

Co’ la so bachetela

De banbù

Che là ne centrava

Su la testa

Quando che jerimo

Co’ la testa par aria

De’ ché i ani

No go rinpianti

Se nò parché ghe
Ne xe passà tanti.