venerdì 13 luglio 2018

Venerdì 13 luglio 2018 

Carissima S. e blog.
                               
   Ho terminato di leggere. Con piacere, il libro scritto da Jonathan Haar IL CARAVAGGIO PERDUTO. Un libro che mi ha coinvolto parecchio, nonostante parli solamente di quel grande pittore che è stato Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Infatti l’autore mi ha coinvolto raccontandomi con particolari accurati,  le vicende legate alle ricerche dei vari protagonisti e la descrizione dei lavori di restauro di un quadro, che diventa storia, romanzo e passione. Inoltre, sono stato coinvolto da tutti i personaggi che sono italiani e stranieri,studiosi di questo artista, che nella sua vita ne ha combinate di tutti i colori, ma che per la sua arte, era molto ricercato da tanti nobili aristocratici e religiosi della sua epoca, e oggi da professori, musei e gallerie che si contendono la paternità del ritrovamento delle opere di Caravaggio, e per questo motivo vengono chiamati i ‘Caravaggisti’. Davvero un bel libro, che nonostante si parli esclusivamente di un solo pittore, ha fatto parlare, scrivere e viaggiare moltissimi professionisti e artigiani. Dal canto mio, anche se non so disegnare e dipingere e sono un profano e non distinguo un pittore da un altro, di fronte alla bellezza e al colore con i quali l’artista ha fatto la sua opera,  perché mi sento attirato  e mi incanto di fronte a tutto ciò che è bello.

Buona giornata!


Abitanti a passeggio
nel primo mattino 
con la bassa marea
senza timore 
di niente e di nessuno
nel tranquillo  mare azzurro
c?è questo tocco di colore.
Uccelli dal passetto 
scattoso e delicato
con lo sguardo in movimento
prudenti come serpenti
e semplici come sono
nel silenzio rotto solo
dal loro gutturale suono.




giovedì 12 luglio 2018

Giovedì 12 luglio 2018  

Carissima S. e blog.
                                 coincidenza è una parola che ti fa scoprire, vedere, pensare, ed è la coincidenza che ieri sono andato a Padova per una visita prenotata telefonicamente. Mentre aspettavo il mio turno, sono entrati moltissimi pazienti e  parlando con quello che era seduto accanto a me, ho scoperto che è venuto a Monselice domenica scorsa, perché aveva il figlio che suonava con un complesso in Piazza Mazzini. Proseguendo nel dialogo ho scoperto che veniva al Moraro a trovare un cugino che si chiamava Vestidello, ed era maresciallo dell'Aeronautica, guarda caso era il mio vicino di casa quando abitavo in quella via. Continuando a parlare ho saputo che di cognome faceva Roveroni, allora gli ho chiesto se conosceva Paolo Roveroni, e lui mi ha risposto che è suo cugino, da poco deceduto. Quale coincidenza...gli ho detto che io sono lo zio della moglie di Alessandro Roveroni, figlio di Paolo. Accanto a noi c'era un altro paziente che ha sentito i nostri discorsi, è intervenuto e gli ha chiesto dove ha abitato, lui ha risposto in Piazza Castello, allora si è presentato e hanno scoperto di essere stati vicini di casa e i loro genitori erano compagni di lavoro. Ecco le coincidenze della vita che ci portano a scoprire cose sconosciute o dimenticante della nostra stessa vita.....davvero  si può affermare che il mondo è piccolo........

Buona giornata!


Lungo il sentiero della vita
si fanno strani incontri
che portano a compiere azioni
spesso sbagliate.
Ne sono la prova le truffe
che vengono perpetrate
ai danni degli anziani, 
come l'approccio fatto
da persone sorridenti e attraenti
che ti abbracciano e ti rapinano
presentandosi come parenti.
Così scopri a tuo danno
che lungo il sentiero della vita
c'è purtroppo anche l'inganno.

mercoledì 11 luglio 2018

Mercoledì 11 luglio 2018  

Carissima S. e blog.
                                   non sempre come pensiamo e quello che facciamo è un buon pensare o ben fatto. Anzi, tutto quello che per noi e giusto, bello e buono, per gli altri non può andare bene, Ecco che è sempre meglio guardare con occhi disponibili e ascoltare con attenzione quello o cosa dicono o fanno gli altri. Noi viviamo assieme e  abbiamo bisogno l'uno dell'altro, la solitudine non è fatta per noi, a meno che non si faccia una scelta di vita eremitica, che sarebbe la cosa più bella, perché per noi cristiani, lasciare tutto per seguire le orme del MAESTRO, si riceve davvero tutto. Non è un caso, che molti uomini e donne che hanno seguito i suoi insegnamenti hanno trovato la gioia di fare, di donare e per questo di ricevere, in modo particolare nella richiesta del suo aiuto, attraverso la preghiera, si trova  e si riceve...cito  le parole lasciate scritte da un Sant'uomo:

... Cercavo una via d'uscita e la trovavo ampia, immensa in quelle adorabili parole di nostro Signore Gesù Cristo: Rogate ergo ... Allora mi pareva di aver trovato il segreto di tutte le opere buone e della salvezza di tutte le anime”. (S. Annibale Maria Di Francia).


Buona giornata!


Mi guardo attorno
vedo brutte cose,
violenza, odo tante parole,
che non sono degne
di un essere umano.
Ma appena rivolgo lo sguardo
alla Natura
vedo il colore e a bellezza 
in un semplice fiore di zucca
e scopro la meraviglia
del creato.




martedì 10 luglio 2018

Carissima S. e blog.
                                 questo è tempo di vacanze, di viaggi, di pellegrinaggi, tutte cose sognate fin da quando ero giovane. In quel periodo avevo  sempre desiderio di viaggiare, andare all'estero, vedere nazioni e popoli diversi. Da grande ho viaggiato e sono stato all'estero per lavoro, ma con i primi guadagni ho viaggiato  anche anche per diporto, assieme ad amici e poi con le mie compagne di vita Maria e Gemma. Ho fatto anche delle belle vacanze al mare, ma è la montagna che mi è mancata, perché Maria e Gemma preferivano il mare alla montagna. Un ricordo però mi è rimasto, con Maria sono andato sull'Altipiano di Asiago a passare alcuni giorni d'estete. Avevamo un piccolo appartamento, vicino a quello di amici di famiglia, che avevano due bambini piccoli. In quegli anni io facevo con passione, la raccolta di francobolli e avevo portato in montagna con me, alcune buste di francobolli usati, che avevo ricevuto da amici che lavoravano in uffici dove arrivava un sacco di corrispondenza. In quei giorni mi sono messo a ritagliarli per procedere poi con l'acqua a scollarli. Una mattina di buonora mi sono alzato e ho iniziato questo procedimento. dopo che l'acqua aveva separato il francobollo dalla carta o dal cartoncino della cartolina, li ho stesi ad asciugare  su un pezzo di stoffa bianca di cotone, con il retro bianco del francobollo rivolto all'insù e l'immagine verso. Verso le dieci del mattino i bimbi si sono svegliati e quando sono usciti  di casa e hanno visto i francobolli stesi, sono corsi dalla mamma gridando: ' Mamma ...mamma... lo zio, così mi chiamavano, ha fatto i tortellini'. Un altro bellissimo ricordo è la visita agli Uffizi di Firenze assieme a mia Mamma Sandrina, della quale mi sembra di vedere il suo viso, il suo sorriso curioso e incantato difronte a le belle opere artistiche che si trovavano in quello stupendo luogo. Mi piacerebbe  raccontarvi tutti e  tanti episodi piacevoli che mi sono capitati girando qua e la, ma la memoria mi creerebbe moltissima nostalgia.  Dunque,   preferisco fare un elenco seppur parziale,  dei viaggi e di quello che ho vissuto, da solo o in compagnia, di quello che ho visto, ammirato e gustato nei  tanti bei luoghi visitati in Italia e all'estero. All'estero sono andato in Germania, Svizzera, Francia Spagna, ex Jugoslavia,  Tenerife, Romania, Belgio, Olanda, Austria, Palma di Maiorca, Tunisia. L'Italia credo di averla visitata in lungo e largo, ma non sono mai stato in Sardegna. Ho compiuto anche dei pellegrinaggi e visite a Santuari Mariani. Sono stato con Maria prima e Gemma poi,  con amici e da solo a Santuari all'estero  come Baneux in Belgio, Lourdes,  Medjogorie, in Italia sono stato in tantissimi Santuari e luoghi sacri,  sia in Italia che all'estero, ho visto e pregato in chiese, basiliche, cattedrali, cappelle ed edicole, senza farmi mai mancare le visite a Gallerie, Musei, Teatri e luoghi antichi Pompei, Ercolano, Cartagine, che sono i più noti, ma anche tanti altri siti sia in Italia e all'estero che non  sono molto propagandati, ma che sono bellissimi. Mi piacerebbe anche sentirmi raccontare da voi le vostre vacanze e i vostri viaggi e certamente ne sarei entusisasto e con voi magari rivivere i luoghi che entrambi abbiamo visitato.

Buona giornata!


La mia casa 
è
 in riva al mare,
nei prati in montagna,
in un'alba e in un tramonto,
difronte a un'opera d'arte,
a un palazzo antico
o a una bella costruzione moderna,
a un bosco verdeggiante 
o un campo di girasoli,
al sorriso di un bimbo,
ad uno sguardo innamorato,
all'amore dei miei genitori, 
dei miei fratelli e sorelle
e delle mie mogli, 
dei miei amici e compagni.
La mia casa
è 
dove el PARON
me l'ha promessa.

lunedì 9 luglio 2018

Lunedì 9 luglio 2018 

Carissima S. e blog.
                                 oggi è il compleanno di mia nipote Elisabetta, che ora si trova in vacanza, alla quale ho inviato un sms di auguri, lei mi ha ringraziato e mi ha invitato a pranzo per il 19 c.m. giorno del mio compleanno. Stamattina, prima di recarmi al Madre Teresa per fare Servizio Accoglienza A.V.O. avevo iniziato a scrivere questo Rime...diario, commentando la breve gita a Valvasone, che ho fatto assieme agli amici sabato scorso,  ma malauguratamente ho premuto il tasto canc, così lo faccio ora con l'ausilio di internet dove ho trovato la storia di questo magnifico luogo.

Buona giornata!


La Storia
Il medioevo è il periodo che più di altri ha caratterizzato la storia di Valvasone. A quell'epoca risalgono infatti il castello, l'impianto urbanistico, le chiese, ma anche il nome stesso del paese dall'antico tedesco: WAL " altura, rialzo" e WASO "prato", quindi "prato con alture" al pari di quello e di altre località già facenti parte del territorio amministrativo del castello: per esempio Rupa, dallo sloveno RUPA "buca, fossa" o Postoncieco, dallo sloveno PUSTINCA, diminutivo di PUSTINA "terra incolta".
Pur tuttavia le origini di Valvasone vanno cercate nell'età romana, al limite settentrionale della centuriazione dell'agro di Concordia, lungo la strada che attraversava i guadi del Meduna e del Tagliamento e che si congiungeva con una via che portava al Noricum  (Austria). Pure remoto è il primo impianto del castello, del quale si ha testimonianza per la prima volta nel 1206, ma di cui alcune caratteristiche rimandano a strutture difensive e di avvistamento della tarda antichità.
Nel XII-XIII secolo questo castello era abitato da una nobile famiglia di feudatari, imparentata con gli Sbroiavacca, che amministrava per conto dei patriarchi di Aquileia un vasto territorio posto sulle due rive del Tagliamento, grossomodo corrispondente a quello oggi compreso entro i confini dei comuni di Valvasone, Arzene, San Martino al Tagliamento e Sedegliano.
Un'area che dal punto di vista ecclesiastico, costituiva allora la parte meridionale della pieve di Cosa (San Giorgio della Richinvelda), da cui venne staccata dal vescovo di Concordia, nel 1355, la parrocchia di Valvasone, comprendente le cappelle di San Martino e di Arzene: decisione questa giustificata evidentemente dall'importanza assunta dal luogo e dalla famiglia che ne deteneva la giurisdizione.
Anzi, proprio in virtù di tale potenza, ai signori di Valvasone fu concesso il privilegio, conservatosi tale sino ai giorni nostri, di scegliere il parroco per la chiesa del luogo (giuspatronato).
Questi trecenteschi signori di Valvasone che vedevano la loro chiesa eretta in parrocchiale, non erano però più quelli imparentati con gli Sbroiavacca. In seguito alle guerre feudali della seconda metà del Duecento difatti era subentrato un nuovo casato, imparentato questa volta con gli Spilimbergo, e denominato Valvason-Cucagna, che ha tenuto successivamente per lunghi secoli il castello. Intanto il luogo era cresciuto d'abitanti e d'importanza, con il sorgere, al di fuori delle mura, di borghi in cui si concentrava la popolazione che lavorava la terra e che svolgeva attività artigianali. Analogamente a quanto accadeva in altre parti del Friuli, i rapporti della comunità con i signori castellani furono regolati da appositi Statuti datati al 1369.
Quando, nel 1419-1420, la regione fu conquistata da Venezia, la dinastia dei Valvasone rimase al suo posto, anche se perse buona parte dei poteri di un tempo. Continuava tuttavia a detenere il possesso della terra, il controllo sociale, l'amministrazione della giustizia, la facoltà di intervenire nelle vicende ecclesiastiche in virtù del diritto giuspatronale.
Oltre alla parrocchia del SS. Corpo di Cristo, il cui titolo si legava al miracolo della Sacra Tovaglia (1294 o 1394 ?), esistevano in paese altre chiese ed un convento. La vita religiosa in Valvasone fu infatti assai fervida nel medioevo e nell'età moderna. Il duomo costruito nella seconda metà del '400, veniva officiato da una collegiata di sacerdoti con obbligo di coro. Nell'antica parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Evangelista (o Battista ?) ed alla Madonna, nel 1485 s'erano insediati i Servi di Maria per i quali era stato edificato anche apposito convento; la chiesa stessa era per lo meno dalla metà del Trecento un santuario, centro di devozione popolare, per la presenza di un'icona della Vergine allattante il Bambino; già anteriormente al 1355 prosperava una confraternita laicale intitolata a Maria dedita alle opere di religione e di carità, esercitate, queste ultime, all'interno di un piccolo ospedale in cui trovavano rifugio ed assistenza poveri del luogo, viandanti e pellegrini.
Durante i secoli XVI-XVIII, nel castello, nel borgo, nelle adiacenti campagne la vita si svolgeva entro le antiche consuetudini medievali, non senza momenti di ribellione quali furono, ad esempio, quelli della rivolta contadina del 1511 oppure di tensione costituiti, ancora ad esempio, dai molteplici tentativi d'arginare l'impeto delle acque del Meduna e soprattutto del Tagliamento che tante difficoltà creavano alle coltivazioni, all'abitabilità, alla viabilità.
A questo piccolo mondo antico, aggruppato attorno ai Valvasone, posero termine, con la caduta della Repubblica di S. Marco, le armate napoleoniche che proprio qui nel 1797 lasciarono ricordo del loro primo passaggio nella vittoriosa battaglia del Tagliamento e di Valvasone contro le truppe austriache. La giurisdizione feudale fu abolita ed il luogo elevato a capitale di un distretto amministrativo, il Cantone di Valvasone, che però non ebbe continuità nel corso dell'Ottocento.
Per gli anni e i decenni successivi, la storia di Valvasone è quella del Friuli e, dal 1866, quella d'Italia.


Nel breve spazio, 
nella quiete silenziosa,
di un caldo meriggio d'estate
ho visitato un luogo antico,
carico d'autentica storia 
che le vestigia che ho vedute
ne riportano visiva memoria.
Attraverso il suo castello,
i palazzi, le strette vie 
mi parve d'udire
dei trobadori le poesie
a raccontar avventure
galanti a volte oscure
e passi cadenzati di armigeri
ricoperti da fiammanti armature.
Un borgo davvero bello
che il visitatore
ancora oggi può ammirare
nel suo castello.



domenica 8 luglio 2018

Domenica 8 luglio 2018  

Carissima S. e blog.
                                 con G. G. V. D. E. O. L. sono partito per il Friuli per andare a trovare, salutare e passare una giornata con il nostro amico P. L. Il viaggio è stato ottimo, il traffico non era molto intenso,  un po di code solo negli svincoli per il mare. Dopo un'ora  circa siamo arrivati a destinazione. P.L. ci aspettava e dopo gli abbracci, ci ha portato a vedere i bellissimi luoghi nei quali abita ormai da qualche anno. Verso mezzogiorno siamo andati a mangiare in un paese poco distante nei pressi del fiume Tagliamento. Il locale è molto particolare, ha adottato lo stesso sistema che si usa nelle Sagre paesane, ma ancora meglio, non si aspetta seduti, ma ci si comporta  come  a un buffet, perché si va alla cassa, si ordina e poi si aspetta la chiamata per la consegna dei vassoi, che ti porti nelle tavole spoglie  che sono sparse qua e e la sotto gli alberi, all'ombra dei quali ci siamo seduti e abbiamo mangiato, chiacchierato e ricordato tutti i bei momenti che abbiamo passato assieme in oltre quarant'anni di amicizia con P. L, per me, invece io insieme a tutti questi miei compagni da circa quindici anni.  Dopo avere mangiato siamo andati a visitare un bel paese medioevale, mangiato un  buonissimo gelato in una vicina latteria e la giornata è passata nel migliore dei modi. Anche il ritorno è stato tranquillo senza tanto traffico e abbiamo anche scansato anche un temporale. Alla sera sono andato in piazza ad ascoltare i bravissimi ragazzi scout, mi hanno anche fatto anche una fotografia con una di loro, figlia di una amica, alla quale M. le ha fatto da baby sitter.  Nella notte ho riposato abbastanza bene e ora inizio questa domenica  augurandovi una BUONA GIORNATA!


Foto di mio nipote R.

Ho parlato e scritto di ricordi
che sono stati come un temporale 
di mezza estate, che passa in fretta, 
ma che spesso arreca danni, 
come le tempeste
che si abbattono nella nostra vita.
Ecco che la bella poesia, 
che mi ha inviato l'amica Nives,
inquadra bene i sentimenti
che anche in me  come in lei,
hanno messo radici nei
nostri cuori.

RISVEGLIO

e poi il mio risveglio
da un sonno mai dormito,
soltanto agitato,
un sonno triste
che non arreca riposo,
che vorrebbe fermarsi,
tornare a ritroso, 
ma il tempo è passato
non è generoso...
Lui passa se ne va,,
con un sol ciao sparirà...
Dove sei?

sabato 7 luglio 2018

Sabato 7 luglio 2018  

Carissima S. e blog. 
                                   
     Mamma Margherita (polacca vive a la Spezia con il marito e la figlia Gaia che l’accompagna sul Cammino di Sant’Antonio. Le ho incontrata giovedì mattina sull’argine e le ho portate nella nostra Chiesa di San Giacomo, dopo averla visitata e pregato, ho chiamato Danilo che ha messo il timbro sulle loro credenziali. Esse mi hanno fatto ricordare Elena quando con la figlia ancora più piccola è andata a Santiago di Compostella. Ieri sera in Piazza Mazzini ho ascoltato un pezzo del bellissimo concerto dei Dandies. Hanno suonato musiche degli anni 60 e 70, c'erano tre bravissime ragazze che cantavano e finalmente sono riuscito a sentire cantare anche Giovanna, una ragazza che ha fatto parte dell'A.V.O. per un brevissimo periodo. Mi è molto piaciuta. Verso le 22 si è alzato un'arietta che mi ha spinto verso casa, ma non ci sono andato subito, perché mi sono fermato ad ascoltare due bellissimi cori nella Chiesa di San Giacomo. Sono rientrato con un po di mal di testa, dovuto alla lunga e intensa giornata. Mi accorgo che davvero sto invecchiando, perché alle 22 desidero andare a letto come d'abitudine. Stamattina con gli amici andiamo a San Vito al tagliamento a salutare Padre Leone e domani vi racconterò la giornata.

Buona giornata!


Sulle Antiche Vie dello Spirito
al Cammino
del Pellegrino, del Romeo e del Palmiere,
in questi anni si è aggiunto
anche il Cammino di Sant’Antonio.
La nostra Associazione con gioia accoglie tutti
li rifocilla, li fa riposare e augura
che il loro CAMMINO
sulle strade del mondo
possa loro indicare la vera via
per raggiungere la Vera Vita.