venerdì 5 settembre 2014


                              Cos’è la pace?




È una parola …
così corta
che non trova
spazio in questo mondo;
così silenziosa
che si perde nel rumore;
così  semplice
che nessuno la raccoglie;
così  affascinante
che nessuno la conquista;
così  forte  
che nessuno la trattiene;
così unica
che nessuno la possiede.
Ma perché?
 

II^ Parte la Pace



Carisssima S. e carissimi Blog,  come avrete intuito, la prima parte del mio pensiero sulla pace, comincia dalla Creazione, e  per  me non può essere che così, perché questa è il mio CREDO, la mia FEDE.  Buona giornata!

La superbia ha sconvolto il Creato,
a una vita irta di pericoli e di fatiche 
 l'uomo si è autocondannato.
Ha perdute gioia, serenità e pace,
ogni dì si deve procurare il cibo,
perciò diventa sempre più audace.
Combatte contro le fiere e le interperie,
non ha più pace,
ha dentro di sè nefandezze e cattiverie.
Con l'uccisione del fratello 
inizia nell'Umanità
un' insanabile flagello. 
Sembra che nulla possa fermare
la mano dell'uomo
e la pace non possa più tornare.
Solo nella Natura che ci circonda,
se abbiamo gli occchi per vedere,
c'è la bellezza e la pace che abbonda.
 
 
 
 

giovedì 4 settembre 2014

La pace





Carissima S. , ieri pomeriggio, durante una delle mie passeggiate quotidiane, sono passato nei pressi della tua casa. Cari Blog, vi faccio partecipi della bella impressione che mi ha fatto di S. la magione. E’ stato un vero piacere vedere una dimora così bella e accogliente, che testimonia la simpatia della sua gente.
Grazie S. - buona giornata a tutti!

I ^ parte sul tema della pace

Fresco, silenzio, serenità e pace
nel luogo delizioso chiamato terra,
ove la vita scorre lieta e sincera.
Tutto è stabilito, misurato, addobbato.
Anche la luce del sole indugia all’imbrunire
per lasciare brillare le stelle,
sotto il pallido sguardo della luna.
Uomini e animali si cibano
con i frutti della Natura.

Come un soffio leggero EGLI
scivola sopra le sue creature
e si compiace.
Improvviso un tristo pensiero
smorza dell’uomo il sorriso,
vuole Essere, Avere, Potere.
È l’inizio del travaglio,
la caduta nel precipizio
e...
 
la pace non è più.
  

mercoledì 3 settembre 2014

Pioggia e freddo


Carissima S. e B.
mi sono svegliato con la pioggia che batteva sul tettuccio della veranda. Mi sono alzato assonnato e vedo un cielo grigio, pioggia a catinelle  e desiderio di vestirmi più pesante. Che sia davvero giunta l'ora di dare definitivamente, l'addio all'estate? Poi, penso che mancano ancora una ventina di giorni all'arrivo dell'autunno e spero che avremo ancora qualche giorno di sereno e che sia bello sereno almeno per la Giostra della Rocca, perché quest'anno mi hanno pregato di fare i pellegrino. E' la prima volta in tanti anni che mi vesto per fare la sfilata, spero che non sia una giornata infausta, disgraziata. 
Buona giornata!

Un'estate così...così
non me la ricordo mai
con la pioggia ogni dì.

Chi fa le previsioni fa fatica
a dare le giuste indicazioni
e spesso non ci azzecca.

Il clima non è più
quello di una volta
è sotto sopra, su e giù.

I giorni sono  così altelenanti
che non allettano
i bagnanti né i naviganti.


L'estate ci ha fatto dimenticare
le guerre, i barconi, le preoccupazioni
ma ora bisogna ricominciare.

La politica ha fatto poche vacanze
per tutta l'estate
ed ora si aprono davvero le danze.

Il clima non ci da una mano
chiusi in casa 
nelle tasche ci guardiamo.

Con l'autunno alle porte
ci danno una mano solo
le giornate  che sono più corte.

Si va più presto a letto
c'è meno divertimento
ma tanti sono senza un tetto.

Un'estate così
non me la ricordo mai
bussa un autunno pieno di guai.




martedì 2 settembre 2014

Nostalgia



Carissima S. da vecchi si perde un pò di smalto nel corpo, ma nello sguardo, nella mente si trovano sentimenti ed emozioni che non hanno eguali. Ti auguro un buon anno scolastico e sono certo che avrai anche tempo per blogarci. Guardando il blog mi è venuta un po' di nostalgia che esprimo in poesia.
Buona giornata con un forte abbraccio.


QUANDO CA JERIMO POARETI

Magnari de na volta,
che i poareti ndava furegare
ne a tera incolta, drio i fossi o so i  arzari dei canai,
dove a erba cresse
in mezo a e roàre, zo pa a maresana,
traverso spanpanassi, sorgagna e broéia,
dove e ganbe se incateja.
In ogni stajon, el poareto saveva
che erba trovare bona da magnare.
Una de-e pì
bone a jera el bruscandoo.
Na erba de stajon, bona da risoti
e da fritaje, che co on goto
de vin bon a te fe nosse.
Na volta se se contentava de poco,
se se voeva pi ben, se se jutava
e el tenpo passava seren.

lunedì 1 settembre 2014

Ti ringrazio per il posto che mi riservi nei tuoi pensieri quotidiani e ti dico che anch'io son contenta di averti fra gli amici...e, se ci  penso, ne ho di più di quelli stagionati che freschi!!! Forse è perchè gli amici"vecchi" hanno più gusto e s'impara di più dalla loro esperienza! 
Bello averti tra questi!


Sai, da domani  è tutto un altro mondo, ricomincia...la SCUOLA (riunioni mie, poi i ragazzi) e allora....il tempo per spassarsela, anche con il blog si riduce...comunque resteremo attivi! Ciao

Adio istà



Cara S. e Blog, ieri sono andato sui colli Euganei a Zovon, mi sembrava di essere in un giardino, da quanto erano belli i suoi clivi cosparsi di vitigni di diverse tonalità di verde. Ho visto fino  all'orizzonte , la piana dalla parte di Vicenza, uno spettacolo!
Cara S. ieri sono andato, come il mio solito, a fare il chierichetto alla messa alla Casa di Riposo, ed ho trovato il libretto semestrale che viene fatto dalle educatrici, dove sono riportati gli ultimi eventi. Mi ha fatto molto piacere nel vedere che hanno pubblicato anche la tua poesia che mi hai inviato per ricordare Federica, che io avevo dato loro, assieme ad altre mie composizioni poetiche. Poi, l'ho vista anche appesa alla bacheca delle poesie. Sono orgoglioso di averti come mentore e amica. Buona giornata!


p.s. ANCHE SE LA GIORNATA E'...
 
ADIO BRAGHE CURTE

Tira aria de’ malinconia,
Me sa che l’istà
Sia davero finìa.
El sole, el mare
E la montagna,
Li resta solo
Nela poesia
Fin al’ano che vien.
Ma se l’autuno
Xé fresco e seren
A lo gustemo  ‘n’cora ben
Co’ i so fruti de’ stajon,
Patate meriche,
Maroni, castagne
E un’onbra de’ torbioin,
Se preparemo par l’inverno
E semo pronti pal garbin.